Vittorio Giardino, No pasaràn

64 pp, C., col., £. 32.000

Edizioni Lizard, 2000

 

 

Recensione di Alberto Conte

 

 

Nemo profeta in patria. La citazione evangelica vorrebbe sottolineare quel vezzo notoriamente italico che costringe il talento ad emigrare. Non vi è eccezione di sorta nel campo dell’arte sequenziale, meglio conosciuta come fumetto, anzi: Pratt, Manara, Eleutieri Serpieri e, il sopracitato Vittorio Giardino, sono alcuni esempi di artisti che sono stati giustamente osannati all’estero, prima che il loro talento venisse riconosciuto anche in Italia.

Un plauso perciò ancora maggiore alle Edizioni Lizard, per aver ripreso le avventure di Max Fridman, forse il personaggio più noto tra quelli creati dall’autore e nato su Rapsodia ungherese, consentendo quindi ai lettori di conoscere il seguito della vicenda. Il secondo volume di No pasaran, infatti, è previsto in uscita per aprile 2001.

Le storie di Max Fridman si riferiscono al periodo precedente la seconda guerra mondiale e sono state pubblicate in precedenza sulle pagine delle prestigiose riviste “Orient Express” e quindi “Corto Maltese”. Sotto le mentite spoglie di commerciante di tabacco, l’ebreo svizzero Fridman nasconde un’attività spionistica antinazista. In questa avventura, ambientata nel 1938, durante la guerra di Spagna, fa rivivere al lettore questo drammatico momento storico indagando sulla misteriosa scomparsa di un amico. Il protagonista non è, però, semplice spettatore o cronachista degli eventi: prova ne sia il significativo pugno chiuso dell’immagine di copertina. La ribellione, sembra voler dire l’autore, è talvolta un dovere morale.

Giardino è autore fortemente influenzato dalla scuola fumettistica franco-belga, meticoloso nelle ambientazioni e nelle ricostruzioni storiche. Il suo tratto è caratterizzato da una ricerca continua del realismo, del vero storico in ogni suo minimo particolare, con una precisione che gli deriva dalla precedente professione, ingegnere elettronico, fortunatamente abbandonata per seguire l’estro delle matite.

Vale la pena ricordare che le Edizioni Lizard hanno già pubblicato dell’autore bolognese diverse opere: i tre volumi di Sam Pezzo; La porta d’Oriente (già edita in Italia dalla Milano Libri), dove troviamo come protagonista ancora una volta Fridman); L’infanzia e L’adolescenza, due volumi della trilogia dedicata a Jonas Fink (il primo già pubblicato a puntate su “Il Grifo”); Viaggi inquieti, quattro racconti inediti basati sul tema del sottile confine tra l’apparenza e l’essere.