Genova 2001


Ricciardi sul sito di FanoFunny dove trovate anche le altre vignetteTestimonianze e documentazioni: "L'italia verso una dittatura? Is Italy governed by fascists? (english, spanish, catalan and german translation)" - la straziante testimonianza del padre di un ragazzo qualunque, che ha avuto il solo torto di avere in mano una videocamera e che non sarà mai più lo stesso - la pagina de La Stampa sul G8 e la violenza a Genova con foto e filmati - Tragiche testimonianze dirette della mattanza da parte di un giornalista del Resto del Carlino e di un pensionato - L'editoriale del direttore di questa agenzia - il comento a caldo dell'esperto genovese di fumetti Ferruccio Griromini - il dossier con immagini e documenti de La Repubblica - dal sito di Fanofunny www.fanofunny.com, vignette su Genova: www.fanofunny.com/ladose/speciale/g8


Riceviamo dal SILF il Sindacato degli autori di fumetti, animazione e comunicazione visiva:

G8 comunicato CGIL - stralcio intervento Cofferati alla manifestazione internazionale sindacati

COMUNICATO STAMPA

La Segreteria della Cgil esprime il proprio cordoglio alla famiglia Giuliani, formula gli auguri di pronta guarigione a tutti i feriti e solidarietà ai cittadini di Genova. Giudica gravissimi gli avvenimenti di questi giorni che hanno insanguinato e devastato la città. Gli ordigni esplosi o provvidenzialmente neutralizzati, disseminati in varie
città; la guerriglia urbana scatenata da migliaia di violenti ed eversori; il comportamento delle forze dell'ordine sia nella fase di prevenzione che in quella di gestione della piazza, a partire dalla mancata garanzia per decine di migliaia di manifestanti di sfilare pacificamente in corteo, fino alla brutale irruzione nella sala stampa del Genoa Social Forum e nella scuola adibita ad accoglienza, consegnano un quadro allarmante, le cui conseguenze rischiano di proiettarsi anche nel prossimo futuro. Innanzitutto, occorre confrontarsi con il tema della violenza e dell'eversione, che viene riproposto dagli ultimi avvenimenti. Rispetto al ritorno del metodo della violenza nessuna sottovalutazione o indulgenza è possibile:  da qui la nostra netta condanna e il nostro impegno di lotta per combatterla ed isolarla in tutte le situazioni in cui si manifesta; così come è necessario che ogni forza politica e sociale, comprese le singole organizzazioni che fanno parte del GSF, assumano posizioni e comportamenti rigorosi e privi di ogni ambiguità. Chiunque pensi di attaccare la democrazia e la convivenza civile deve sapere che il movimento sindacale sarà sempre in prima fila per contrastarli e per impedire che il loro delirante disegno possa realizzarsi. L'azione delle forze di sicurezza non è stata all'altezza della situazione. In un Paese civile non sono accettabili da parte delle forze dell'ordine, improvvisazione, incapacità di prevenzione, errori di valutazione dei reali obiettivi di chi pratica violenza, poiché rendono inefficace e controproducente il loro stesso agire ed espongono tanti lavoratori di polizia e carabinieri a situazioni di rilevante pericolo; così come non sono sopportabili interventi come quelli di sabato sera, la cui fondatezza ed efficacia, oltre alla inaudita brutalità con cui vengono eseguiti, dovrà essere stabilita dalla magistratura. Si pone quindi il problema delle garanzie costituzionali, seriamente messe in discussione sabato sera e che, invece, devono essere garantite in qualsiasi situazione. Spetta, innanzitutto,   ai Prefetti di tutte le città garantire concretamente l'esercizio delle   libertà costituzionali che sono a fondamento della democrazia di questo Paese e della sua convivenza civile. Sui temi politici al centro dell'agenda del G8, completamente oscurati dalla violenza di piazza, il giudizio della Cgil è negativo. Da un lato, si è ancor più evidenziata l'inefficacia di tale appuntamento quando in discussione vi sono temi che riguardano popoli e stati diversi da quelli lì rappresentati, dall'altro, le scelte compiute, improntate ad una generica solidarietà compassionevole, si fermano ad una soglia assolutamente insufficiente rispetto a quella che la drammaticità dei problemi richiederebbe. Il sindacato conferma pertanto la propria piattaforma - in tema di diritti universali, sviluppo sostenibile, ambiente, cancellazione del debito, lotta alle epidemie e malattie endemiche, tobin tax o soluzioni equivalenti, riforma delle sedi e strumenti di regolazione della globalizzazione - illustrata al Presidente del Consiglio e proseguirà l'iniziativa, anche in rapporto con gli altri sindacati del mondo, affinché essa possa positivamente concretizzarsi. La Segreteria della Cgil ha concordato con Cisl e Uil di invitare le loro strutture a promuovere,  delegazioni sindacali presso le prefetture per presentare, in quella sede, le valutazioni delle organizzazioni sindacali sulla necessità del rispetto delle regole costituzionali e sull'esigenza irrinunciabile di prevenire ogni e qualsiasi forma di violenza.
Roma, 23 luglio 2001

G8: sintesi dell'intervento conclusivo di Sergio Cofferati
 ''È ormai visibile, ha preso corpo una crisi profonda delle istituzioni sovranazionali, di quelle formali e di quelle che, per decisione libera degli stati, si sono costituite anche in tempi recenti, dall'organizzazione delle nazioni unite a questi appuntamenti tra i paesi maggiormente sviluppati che, con i loro capi di stato e di governo, decidono quali sono le scelte più opportune dal loro punto di vista, per dare sviluppo e crescita al mondo''. Il segretario generale della Cgil, Sergio Cofferati, ha chiuso i lavori della manifestazione, organizzata a Genova, in occasione del G8 dalla Cisl internazionale, mettendo l'accento sulla necessità di una profonda riforma delle organizzazioni sovranazionali. La crisi delle organizzazioni sovranazionali ''E' apparso chiaro nel corso degli ultimi anni -ha detto- come queste organizzazioni, da quelle economiche a quelle che si occupano di questioni politiche, abbiano perso efficacia''. Uno dei limiti è per Cofferati la ''parzialità'' con cui questi organismi operano . ''Queste organizzazioni -dice- non sono rappresentative del complesso, ma di una parte, eppure finiscono con l'arrogarsi il diritto di interpretare i bisogni degli altri e le loro priorità. Mettono in campo scelte che hanno inevitabili ricadute su altri Paesi, innescano dinamiche che riguardano milioni e milioni di persone''. E' sotto gli occhi di tutti e nelle esperienze quotidiane ''come sia cresciuto il peso dei più forti e siano aumentate le disuguaglianze''. E' un effetto della interdipendenza delle economie che spinge sempre di più a un bisogno di ''giustizia e di equità'' Lo sviluppo e il rispetto dell'ambiente ''Servono dunque regole -prosegue Cofferati- politiche condivise, politiche efficaci. Il punto da cui far discendere ogni altro ragionamento è la ricerca di un idea comune di sviluppo mirato ad abbattere le disuguaglianze. Soltanto la crescita economica può creare le condizioni perché il mondo sia più giusto e più eguale''. Ma c'è un ''limite'' che va posto alla crescita e riguarda il rispetto dell'ambiente. Per Cofferati l'accordo di Kyoto è valido, '' è stato un punto di convergenza creato con fatica'' e non si tocca. ''Contrasteremo- dice- tutti coloro che cercheranno di allontanarsi da quel punto. L'ambiente è una risorsa di tutti e spetta a noi oggi impedire che divenga parte di una competizione economica che tutto mette a disposizione e che tutto potenzialmente può distruggere''. Definire regole efficaci Il progetto di una mondo più giusto ha bisogno di nuove regole. Cofferati chiede la ''definizione di norme e politiche efficaci per far crescere le economie ''in modo che i deboli ne traggano vantaggio, si riducano le disuguaglianze, gli esclusi vengano inclusi''. Condizione  preliminare per qualsiasi ipotesi di sviluppo è la cancellazione del debito dei Paesi poveri. ''Se non vengono date ai paesi più deboli le stesse condizioni disponibili per gli altri, nessuna politica avrà efficacia'' -sostiene il segretario generale della Cgil che chiede anche la regolazione dei mercati finanziari ''non soltanto per impedire le speculazioni che fino ad oggi hanno duramente colpito la parte più debole del sistema economico e sociale del mondo, ma perché la trasparenza è decisiva per rafforzare gli assetti democratici e per dare, proprio a chi ha subito gli effetti della speculazione e della mancanza di trasparenza, la possibilità di partecipare attivamente al processo di crescita". Equità e giustizia sociale. Pari opportunità per tutti, accesso al sapere, alla conoscenza e alle tecnologie. Sono diritti universali che Cofferati rivendica in base a principi di giustizia e di equità sociale. Parla di un sistema di ''diritti indivisibili, com'è nell'idea della Carta di diritti europei, un sistema che tiene insieme i diritti della persona con l'area grande dei diritti del lavoro e di cittadinanza''. Fatti, dunque e
non ''solidarietà compassionevole''quello che i sindacati chiedono. ''Pensiamo ad un sistema economico e sociale nel quale regole uniformi diano a tutti la possibilità di partecipare ad uno sviluppo democratico e ad un crescita economica. Quello che ci interessa è un processo di globalizzazione che metta al primo punto elementi fondamentali di civiltà come il rispetto della persona in quanto cittadino e in quanto lavoratore. Sarà necessario insistere perché su questi principi si basino le politiche dei singoli stati perché non si può risolvere 'altrove' quel problema che non si riesce a risolvere in casa propria''. Il futuro delle organizzazioni sovranzionali ''Avere la presenza di tutte le organizzazioni sindacali, quelle europee, mondiali e del Sud del mondo è stato un atto politico preciso, una scelta alla quale non rinunciare mai più''. Lo ha detto Cofferati che ha aggiunto: ''è questa idea di allargamento che deve passare nella futura ristrutturazione delle organizzazioni sovranazionali. Non è più accettabile che pochi Paesi stabiliscano, non quello che a loro compete, ma politiche che hanno ricadute ed effetti su tanti altri Paesi. Nessuno si dovrà più arrogare la scelta delle priorità altrui, dei bisogni degli altri senza che gli interessati abbiano un volto, una voce e l'occasione di esprimersi e scegliere insieme''.


Fascismo, o quale altro "ismo"? Questa, comunque, non è la mia Italia.
Questa agenzia di informazioni, garantita dalla Costituzione Repubblicana Italiana, non ha potuto offrirvi i suoi servizi nei giorni scorsi (e ancora non è del tutto ripristinata) a causa di "spiacevoli effetti collaterali" dovuti a non meglio identificate "procedure anti-hackers" che un "ente superiore" ha ordinato, a provider e gestori di linea, di attivare la settimana scorsa allo scopo di proteggere il meeting del G8 di Genova da possibili pirati informatici. Questo è quanto ci ha testualmente riferito il nostro Provider: "Come già telefonicamente comunicato , i problemi di raggiungibilità del sito www.fumetti.org erano dovuti esclusivamente ad InterBusiness che a seguito di probabili attacchi hacker (dovuti al G8), hanno dovuto mettere dei "filtri" per preservare i router. Questo ha implicato l'impossibilità da parte nostra di raggiungere le macchine della piattaforma Opennet  i nostri server. A conferma di ciò vi è la chiamata N. 2041453 aperta dall'helpdesk di OpeNNet ad InterBusiness." Stesse identiche conferme ci hanno dato OpenNet e InterBusiness, che ci hanno specificato che si sono limitate a fare il loro lavoro nell'interesse informatico di tutti. E' stato quindi involontariamente leso il nostro, il vostro, diritto all'informazione (anche se siamo solo una piccolissima agenzia di informazione di un settore di nicchia come la letteratura disegnata), dato che non siamo stati informati preventivamente di quanto sarebbe stato attivato e dei possibili effetti. Una coincidenza? Un "inconveniente" come avrebbe potuto dire il Presidente del Consiglio (che, in una diretta televisiva nazionale, ha incautamente, certo per errore - spero non freudiano-,  usato proprio questo termine per definire questioni come la fame nel mondo e l'AIDS)? Per me sì, è solo una coincidenza, non voluta. Non credo che i lavoratori del mondo dell'informatica si sarebbero prestati, intenzionalmente, a un'azione di disturbo della libera informazione. Semplicemente si sono dimenticati di dircelo per tempo e così non abbiamo potuto avvisarvi che saremmo stati probabilmente in silenzio per qualche giorno grazie al G8. Certo è che abbiamo tutti ricevuto un ingiusto danno, indipendentemente dalla sua misura.
Ma questo è assolutamente nulla - nulla - di fronte alla brutalità indicibile che tutte le televisioni ci hanno fatto vedere oltre ogni possibile dubbio nei giorni scorsi da Genova! Quando si vedono scene del genere nei film americani, si commenta con disgusto la violenza disumana dei brutali sceriffi che se la pigliano con Rambo o col disgraziato di turno. Quando lo si vede nei documentari che raccontano le tragedie del Cile, dell'Argentina, del Nazismo, del Fascismo, dello Stalinismo... di quel che vi pare, non vi si rivolta forse lo stomaco? Non vi assale una onesta, irrefrenabile ira? Non vi veniva da dire "per fortuna, questo a noi non può più succedere"?... Ah, mia Italia! Tra le lacrime che non posso frenare, vedo in questo video, nel mio televisore, una violenza indegna di un essere umano abbattersi come vomito fetido su ragazze e ragazzi a terra. Proprio come in quei film americani, con quei poliziotti bastardi da film, quelli che pestavano Martin Luther King e i suoi neri pacifisti, quei poliziotti yankee che non possono esistere, non possono, non qui almeno, non in Italia, perché la "nostra" polizia è umana, è democratica, è italiana...
Ma io non c'ero, ai tempi del fascismo, in Italia. Troppo giovane per ricordare direttamente. Montanelli, sì. Forse per questo, nei mesi scorsi, aveva detto di vedere i preoccupanti segnali che gli ricordavano l'avvento di un lontano regime.
afNews è solo una piccola agenzia di nicchia. Si occupa "solo" di fumetti. Quello che è successo a noi, ed è nulla come dicevo, è solo una coincidenza, un inconveniente presto riparato... ma sono solo "incovenienti" calci pugni manganellate ferite umiliazioni violenze che a chiunque è successo di ricevere durante una manifestazione in una società civile? E forse è una coincidenza il fatto incontrovertibile che sono stati attaccati costantemente i giornalisti, i fotografi, i cameramen, i computer connessi a internet, tutto quanto poteva essere informazione? Lo abbiamo visto coi nostri occhi da tutti i telegiornali: mani mostruose come quelle del fascismo (o dell'"ismo" che più vi fa schifo, a vostra scelta) apparivano di fronte all'obiettivo per distruggerlo, per impedire la comunicazione, l'informazione.
Quello che ho visto, come tutti voi, è ai mei occhi un sintomo evidente di neo-fascismo (o di neo-comunismo stalinista? Non ho nemmeno un nome adatto...), non più latente, è quello che abbiamo visto tutti dalle immagini dei telegiornali, da tutti i telegiornali (o sentito personalmente dalle testimonianze dirette di chi è tornato da Genova, non dico in che condizioni, senza essere mai stato un delinquente di alcun tipo, mentre invece delinquenti sono senza ombra di dubbio i Black Blocks o come cavolo si vogliano chiamare quegli sciagurati). Non mi sento di dare responsabilità dirette a questo o a quel Politico/Dirigente/Funzionario/Chessoio, perché non so, per ora. Ma quello che ho visto è di una bestialità incredibile per l'Italia del 2001. E' identico ai racconti di mie amiche cilene, a suo tempo rifugiate in Italia per sfuggire alla morte. E siccome io non voglio che la mia Italia diventi come quel Cile (quell'Argentina, quell'URSS, quella Cina che noi abbiamo visto solo a Tien An Men...), non posso digerire come fosse nulla che la NOSTRA polizia (carabinieri, o quel che è) si senta libera di comportarsi, come nulla fosse, in "quel" modo. Tutto qui. E poi, a Dio piacendo, torneremo a pubblicare notizie sui nostri amati fumetti, che però non sono mai avulsi dal mondo in cui si vive.
Noi siamo qui.

Gianfranco Goria - direttore dell'agenzia di informazione afNews, segretario generale nazionale SILF/SLC/CGIL, presidente Anonima Fumetti.


L'appello a caldo del critico di fumetti Ferruccio Giromini:
Concedetemi poche ma sentite parole, come si suol dire, sul G8 a Genova.
Da genovese, sono molto amareggiato e molto sconvolto per quanto è successo nei giorni scorsi, che hanno visto la mia città vandalizzata da teppisti neri (NB: neri) e stuprata da una polizia cieca e violenta come ingenuamente speravo di non vedere mai in Italia.
Da italiano, sono molto preoccupato per quanto potrà accadere da qui in avanti nel nostro Paese, ormai palesemente governato da una masnada di egoisti megalomani e arroganti squali. Sono sempre più convinto che la nuova classe dirigente italiana, alla disperata ricerca di coprirsi le spalle per tutte le sue malefatte pregresse e in fieri, si sia segretamente venduta agli Usa e alle multinazionali sponsor di Bush Jr., offrendo loro su un piatto d'argento la criminalizzazione del movimento antiglobalizzazione (che, come sappiamo, significa essenzialmente antimultinazionalizzazione e perciò antiamericanizzazione). Non è un caso, credo, che Burlesconi - come lo chiamano ormai all'estero - sia stato l'unico dei cosiddetti "grandi" (!) a sposare in pieno ogni e qualsiasi tesi statunitense circa la politica internazionale, non escluso il famigerato scudo spaziale che solo agli Usa più retrivi fa comodo.
Da europeo, è questa l'ultima chance che mi rimane, mi auguro che almeno dai più civili Paesi vicini qualcuno si muova per aiutarci ad uscire da questa nuova pericolosissima dittatura. Invece dagli italiani, che hanno votato in massa il tronfio despota, purtroppo ora come ora mi aspetto poco.
Credo che anche chi ama il fumetto, non semplicemente come strumento di svago ma anche quale occasione di riflessione sulla realtà, sia interessato a mantenere il panorama sgombro da chi vuole limitare pesantemente e rozzamente le nostre libertà. Vigiliamo tutti e, quando sarà il caso di fare qualcosa di più, per favore non tiriamoci indietro. Ne va del nostro futuro (e chi ha vissuto i lunghi anni del dopo Piazza Fontana sa cosa intendo dire).
Ferruccio Giromini


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Foto inviateci via web da Alberto Conte il 28 luglio 2001.
"La prima foto corrisponde a quanto si è visto anche in televisione: è il cadavere del giovane appena ucciso...
La seconda foto è stata scattata pochissimo tempo dopo. Le forze dell'ordine avevano completamente circondato il cadavere facendo quadrato con gli scudi perché non si vedesse, come ricorderete dai filmati tv. Ed ecco il risultato: al cadavere è stata fatta indossare una maglietta nera."
Risulta anche a voi di aver notato l'aggiunta della maglietta nera nei filmati televisi di quel giorno?


Giovedì, 26 Luglio 2001 - L'editore argentino Jorge Vacca ci scrive...


Oggetto: Comunicato
Innazitutto chiedo scusa per questi giorni di silenzio, ancora sono scosso,
rifletto, anche se da riflettere c'è poco.
Dopo i giorni di Genova emergono ricordi che non ho mai  cancellato, ma riafiorano prepotentemente.
Erano gli anni 70 nel  mi Buenos Aires querido, Il massacro di Ezeiza, La triple A, la noche de los lapices,  le facce di tanti amici e conoscenti, quando il solo fatto d'essere giovane costituiva un reato di sovversione, il silenzio complice della stampa, il "qualcosa avrà fatto" dei vicini di casa, i falsi fucilamenti,finire in manicomio per una canna, le perquisizioni senza mandati giudiziari, l'omertà della chiesa, le macchine senza targa, il vuoto delle librerie, i commando parapoliciali, le liste nere di artisti, musicisti e intelettuali, le celle d'isolamento,  i lacrimogeni nei concerti, il 30 di marzo di 1982 (il primo sciopero generale contro i militari finito con una represione atroce), gli insulti  e bastoni per chi usaba  un orecchino o portava capelli lunghi, Uniforme scolastico obbligatorio di giaccha e cravatta , il taglio di capelli obbligatorio nelle
scuola al di sopra del collo della camicia, e per le ragazze gonna al di sotto delle ginocchie, le irruzioni nelle scuole alla ricerca di qualche sospetto, i grandi esili, i piccoli esili,  tanti altri ricordi ma essenzialmente
la paura..........
L'impunità, la arroganza, il circo mediatico, le menzogne, il disprezzo più assoluto per la vita....
L'odore che si sente  l'ho già sentito.
Come responsabile della Topolin Edizioni esprimo tutta la mia solidarietà
ai fermati, agli arrestati, ai feriti e alla famiglia di Carlo Giuliani.
Jorge Vacca - www.topolin.it


Sollecitato da un gentile nostro lettore, che mi rimprovera, in un modo civilissimo che ho assai apprezzato, di usare l'agenzia afNews per veicolare opinioni politiche, ho scritto la seguente risposta, che chiude lo spazio Genova 2001 in cima alle news di afNews e apre l'apposita pagina-archivio su www.fumetti.org/afnews/genova.htm che conserva quanto scritto su questo argomento in questi giorni:

"Ti ho letto volentieri. Sto in effetti lasciando posare un poco almeno l'ira funesta che mi ha preso (non per il blocco "accidentale" di afNews, ma per le scene che ho visto in televisione e che, davvero, pensavo non avrei mai potuto vedere di nuovo in Italia). In fondo non so con quale "ismo" si possa definire quello che è successo. Non so neppure di chi sia la responsabilità effettiva e posso solo sperare che prima o poi se ne occupi la Magistratura. I miei colleghi giornalisti (di destra, di sinistra, di centro, di centro-sinistra, di centro-destra, di nessuna area politica...) erano lì in quei giorni. Che i Blackbloc siano dei delinquenti è arcinoto. Che chi cerca di ammazzare qualcuno stia compiendo un atto criminale è arcinoto. E, ovvio, non fa differenza chi sia la vittima: un carabiniere, un poliziotto, un manifestante, un pensionato, un bambino... Quello che non mi aspettavo era che le NOSTRE forze dell'ordine (quelle dell'Italia democratica e liberale) si comportassero esattamente come gli ultras dei peggiori stadi, come i picchiatori delle squadracce di una volta, come le forze speciali dei regimi dittatoriali, come l'esercito da repressione cinese. Come è successo? I nostri poliziotti hanno bevuto robe strane insieme al loro caffè della mattina? Oppure sono stati spediti a svolgere quel delicato incarico agenti non in grado di svolgerlo? Ma in tal caso perché mai? Non riesco a capacitarmene. Non è quella, giuro, la polizia che conoscevo! E vorrei far presente che mio padre è stato Carabiniere e mio Poliziotto. Solo due anni fa, alla Festa dei Lavoratori il 1° maggio, ero a fare foto a un gruppetto di festosi sfilanti, insieme a donne e bambini e carrozzine e siamo stati attaccati da non meglio identificati "esponenti di centri sociali incazzati neri muniti di spranghe". Chi ci ha difeso impedendo che ci massacrassero? I poliziotti. Si sono prontamente frapposti (li seguivano passo passo), li hanno respinti e isolati (senza massacrarli) e hanno ricevuto i nostri applausi. Non riesco a convincermi che siano le stesse persone che ho visto "all'opera" a Genova... Il Ministro NON può dire che è andato tutto bene! Perché in tal caso mi chiedo: per CHI è andata bene? Non per la nostra democrazia liberale. E non mi frega niente di quale partito sia il Ministro. Se ci fosse stato Rutelli al Governo e Fassino agli Interni e le cose fossero andate in questo modo schifoso, io sarei incazzato esattamente come adesso. E continuerei a condividere l'opinione di Montanelli: continuano a esserci segnali preoccupanti di deviazione verso l'intolleranza, la violenza, la brutalità, "l'ismo" che più ci disgusta (quale che sia) e non dipende dalle "etichette" dei partiti, ma dalle persone. Al Governo c'è un partito Liberale, non un partito fascista. Beh, o non è stato in grado di gestire la democrazia che ha il compito di guidare (almeno in questo caso) o è in malafede. Ma non possono raccontarmi che è andato tutto bene. Perchè io so bene che i delinquenti si comportano da delinquenti, ma mi aspetto - e pretendo -   che le persone per bene si comportino come si deve. Invece a Genova è successo che i delinquenti hanno fatto tranquillamente il loro lurido mestiere e le nostre forze dell'ordine, invece (e sorprendentemente per me) non si sono comportate come (ad esempio) due anni fa al 1° maggio. Non riesco a capacitarmi, ripeto. So che c'è chi azzarda ipotesi di connivenze (possiamo forse eslcuderlo? No, ma dovrebbe poi essere compito della Giustizia fare luce), c'è chi prende posizioni più specifiche sulle responsabilità, ipotetiche, di chi avrebbe "lasciato fare" per i suoi biechi motivi. Io non so. Sono troppo "lento" nelle mie analisi politiche per dire ora cosa potrebbe esserci "dietro". Ma non intendo digerire la cosa come niente fosse. afNews è una agenzia di informazioni privata che offre un servizio gratuito. Io la dirigo e ne sono il legittimo proprietario (sono, quindi, direttore e editore), oltre a possedere il dominio fumetti.org, come risulta chiaramente dal disclaimer a fondo pagina (mentre l'Anonima Fumetti è proprietaria del dominio anonimafumetti.org che presto sarà attivato). Offro il mio servizio all'Anonima Fumetti, ma non in modo esclusivo. Come giornalista non posso esimermi dall'esprimere le mie opinioni, quando ritenga sia il caso per episodi particolarmente gravi di carattere sociale, anche su argomenti che non hanno attinenza diretta coi fumetti. E in questo caso, proprio come giornalista e per rispetto e solidarietà nei confronti dei colleghi pestati a Genova (oltre che per tutti gli altri), era mio dovere far sentire anche la mia piccola voce. Io non ho spranghe, nè pistole e spero di non essere mai costretto, nella mia vita, a dover usare tali armi per difendere dei princìpi o degli esseri umani. La mia arma è una tastiera di computer o, a volte, una matita, o tal altra, la voce. Quanto alla mia collocazione politica... bah. La mia crescita politica adolescenziale fu basata su Gandhi e non sono mai riuscito a capire per bene gli schemi destra-centro-sinistra italiani, abbiate pazienza. Tantomeno riesco a capire la politica campanilistica da stadio, legata vita natural durante a un Partito, manco fosse la Voce di Dio, indipendetemente dalla sostanza. Per me un uomo politico dovrebbe essere (o tendere a essere) come il citato Gandhi (giusto per dirne uno): onesto fino nel midollo, sincero senza ombre, motivato solo dal bene comune, senza secondi fini, disinteressato, democratico, nonviolento, pronto a battersi fino in fondo sulla propria pelle (non su quella degli altri), pronto a chiedere scusa e a cambiare opinione in caso di errore. Perciò, in Politica, stimo tutti quelli e quelle che sono, coi loro limiti personali, su questa linea, di qualunque partito siano. E ne conosco. E siedono in zone a volte distanti fra loro nel Parlamento Italiano. La Politica, fatta così, è cosa utile, fondamentale e degnissima. Userò lo spunto del tuo intervento per chiudere quello spazio di reazione su afNews e spero vivamente che non ci siano più occasioni del genere. Ma se ci saranno non potrò fare a meno di esserci anch'io, almeno con la mia tastiera. Grazie e a presto!"
Gianfranco Goria