Centro Didattico per i linguaggi della Comunicazione - Communication Codes Educational Centre

Bosco Titolo


28 Gennaio 98
La foresta come modello
Lezione tenuta al Corso SOGEA per Esperto Autore di Fumetto e Ilustratore

Si entra nel folto del bosco senza mappe con percorsi segnati, né sentieri precostituiti, preferendo l’avventura di un itinerario ricco di sorprese, come ad un "bosco" si addice.
Nell’ intrico dei rami, sui sentieri e tra i cespugli si avverte una sottile trama di relazioni con i meandri della personalità e i percorsi del comportamento umano. Nel bosco di solito si perde la strada, come nella "selva oscura" dantesca; nel bosco possono capitare strani incontri; nel bosco si cercano tracce, e ancora si può dover compiere un cammino di iniziazione, di purificazione, attraverso i quali si raggiunge il tesoro: l’interpretazione e la conquista di se stessi. Attaversando molti boschi letterari, a guardar bene si arriva ad un solo bosco, il "modello mentale" che chiamiamo "bosco" e in cui si rispecchiano alcuni nostri vissuti.

Si parte con uno stralcio del film Jumanji (USA 1995 con Robin Williams), la cui trama ben si presta all’esplorazione dell’immaginario e alla intuizione della parola come mezzo per innescare i meccanismi emozionali.Due ragazzi, fratello e sorella, perdono i genitori e sono trasferiti presso una zia, in una casa in cui ci sono due "misteri", uno "reale" e uno " mentale". In quella casa infatti, 25 anni prima, è "realmente" sparito un bambino, e ora questi due ragazzi percepiscono "mentalmente" un tam tam di tamburo, che li attira in soffitta, dove troveranno una strana scatola contenente il gioco Jumanji. Leggono le regole e cominciano: lanciando i dadi su una mappa , a seconda della combinazione, viene annunciato un evento terrificante, che subiti dopo puntualmente si verifica: l’attraversamento di una foresta intricata, l’aggressione di bestie feroci, l’improvvisa crescita di vegetazione gigantesca, alluvioni, terremoti, catastrofi travolgenti, dove la paura è sovrana, e anche il coinvolgimento dello spettatore è intenso per la grandiosità degli effetti speciali, ottenuti con avanzate tecnologie di animazione. Infine compare un adulto domatore (il bambino sparito 25 anni prima, perchè inghiottito da una combinazione degli stessi dadi), che riprende in mano la situazione, fa finire il gioco e tornare alla razionalità.

Si evidenziano alcuni elementi corrispondenti con il tema del bosco letterario: